Microclismi

Nostalgie epifaniche

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in microestemporanee

Il mio microclisma di oggi visto l’imminente arrivo dell’Epifania riguarda il fantastico mondo del presepe. Ieri sera guardavo il mio alberello smunto e fintissimo e mi è venuto in mente quello graNativitànde e prezioso che facevo a casa della nonna e che era rigorosamente corredato di caverna e ambaradàn. Il 24 dicembre vicino all’albero veniva abbandonata una scatola con su scritto “presepe” e io avevo il compito di allestirlo prima della cena. Pescavo tutti i personaggi per poi collocarli variamente nello spazio di caverna e dintorni. Era un gioco fighissimo perché li vedevo solo una volta all’anno quelli e quindi avevano un’aura di mistero che la mia Sbrodolina aveva perso da un pezzo. I miei preferiti erano un contadino con pecorella sulle spalle, una sorta di zingarella danzante con un gonnone pazzesco e un piccolo pastore con secchiellino. Secondo me erano proprio i più ganzi della serata natalizia, quelli che avevano preso la nascita di Gesù come una scusa per fare un po’ di casino. Gli altri erano tutti compiti e raccolti… di una malinconia….  questi tre invece erano proprio allegroni… felici della loro miserevole condizione… ed erano molto più interessanti dei tre Re Magi tutti compatti e gregari, inutilmente rapiti all’idea di vedere il neonato di qualcun altro. Quindi Melchiorre Gaspare e Baldassarre m’inquietavano… perché tutta questa devozione per l’infanzia? Essi venivano quindi collocati nella mangiatoia in modo tale che nessuno li vedesse. La Madonna la vedevo parecchio triste quindi la mettevo sempre vicino ad un nero che vendeva collane affinché trovasse un tocco più chic per la festa… anche perché quell’azzurrino misto bianco secondo me non funzionava tanto. Giuseppe invece era fisso con le popolane perché la Madonna non mi sembrava troppo comunicativa e lui aveva bisogno di un po’ di allegra frivolezza. Ogni tanto mettevo Giuseppe e la Madonna nella caverna insieme ai tre re magi per vedere se i due si animavano un attimo ma non succedeva.  Il bue e l’asinello sopra la caverna dal momento che avevano questa posa bella adagiata, calma e rassicurante. Fin qui tutto bene. Il dilemma subentra il giorno in cui mi trovo tra le manine due Gesù bambini neonati. Siccome avevo capito che lui era la vera star della festa, il suo duplicato mi aveva gettato in una crisi mistica di proporzioni pazzesche o forse meglio dire bibliche. Questo è successo perché un anno lo abbiamo perso, mio nonno è stato spedito a comprarlo all’ultimo momento nella merceria sotto casa, e l’anno seguente poi lo abbiamo ritrovato.  Allora io facevo così: affogavo i due neonati star nel ruscelletto di stagnola che mia mamma aveva arrotolato in modo tale che TUTTI si liberassero da questa attesa di nascita e che si godessero il clima festivo senza la preoccupazione di omaggiare qualcuno. Poi li riponevo nello scatolone. Ero sempre molto fiera delle mie storie sotto l’albero. Inutile dire però, che nel momento di mia disattenzione mia cugina arrivava spavalda a ristabilire le priorità cristiane devastando la mia storia.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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