Microclismi

A Sophie Kinsella

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Post frivolo questo, però io oggi non sono riuscita a compiere la missione di comprare un vestitino e ve ne parlo perché ho decido di condividere con voi tutti i miei piccoli e grandi fallimenti. Ho un rapporto molto strano con le commesse. Mi rendono spaventosamente insicura. Io solitamente sono quella che guarda, prova e poi decide se comprare o non comprare in piena autonomia… ecco non sono quella del “come mi sta?”, “scende giusto?” “da accorciare qui forse…”… però succede sempre che mentre provo davanti allo specchio (che mi sento sempre un’idiota per altro) mi avvicina una commessa la quale mi dice delle cose che io sistematicamente non riesco a interpretare: non so usano degli aggettivi e delle locuzioni che mi confondono e così alla fine esco sempre scoraggiata con il mio jeans di tre anni fa.

Spesso mi dicono spiritoso. Io non so se è bene andare in giro con una cosa spiritosa. Cioè è spiritosa nel senso che allegra o che fa ridere? perché spiritoso per me è Sbirulino. E non andrei mai in giro con un completino da gianburrasca quadrettato.

Poi c’è quella che commenta “bisogna sentirselo addosso” che non mi aiuta perché che me lo sento addosso… me lo sento addosso perché ce l’ho… però non me lo sento proprio mio dal momento che ho appena fatto la sua conoscenza e non lo ancora pagato. Quindi entro in crisi perché non so esattamente quale sensazione di complice intimità dovrei provare nei confronti di una viscosa che puzza di magazzino.

Quando mi sforzo di comprare un accessorio originale poi… diciamo… di personalità. allora là mi sento dire: “ottimo per sdrammatizzare”. Allora in quel momento mi sento terribilmente drammatica. E entro in un loop micidiale: “dò l’impressione di severità? austerità? ho una faccia seriosa forse?

Il peggio che mi è successo è quando mi è stato detto giovanile. Dopo essere inorridita ho fatto una lezione di cinque minuti alla commessa per spiegarle la differenza tra giovane e giovanile. Alla fine mi ha guardato con aria interrogativa e mi ha detto “ah-ah, comunque le sta bene”.

Microclisma: Oggi mi hanno detto “è un abitino facile”. A me piaceva moltissimo ma quel facile lo interpretato come “facile come mettersi un accappatoio…” e quindi non l’ho comprato. Probabilmente è un mio problema di insicurezza ma mi chiedo se queste ragazze non possano esprimersi con le loro parole. Le stesse che userebbero con un’amica… del tipo “togliti immediatamente quella cosa di dosso” o “dimostri trent’anni di più non posso guardarti…” o semplicemente “è okay! Magari il colore difficile da abbinare…”. Fare shopping sarebbe più divertente, tutti sarebbero più sinceri e soprattutto uscirebbero con la cosa giusta. “Facile”… io non sono “facile”…


Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

3 Commenti

  1. Marta Zacchigna

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