Microclismi

il motivatore (parte prima)

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

A questo mondo ci sono tante esperienze che spaventano; situazioni dalle quali esci inquietato, intimidito, basito, devastato. Una di queste è certamente il colloquio conoscitivo di gruppo e, nello specifico, il colloquio conoscitivo di gruppo del ramo assicurativo. Ecco, se non l’avete mai provato, vi è garantita una serenità di base diciamo. L’incontro viene allestito con lo scopo primario della selezione ed è una sorta di aggregazione improbabile di persone variegatissime che hanno l’unico, solo, comun denominatore di essere all’ultimo stadio.  E voi direte, che differenza c’è rispetto al covo degli alcolisti anomimi? e io vi risponderò che questi hanno la fortuna di avere davanti uno psicologo e non un motivatore. Il personaggio in questione (che non si può descrivere perchè un motivatore non ha una connotazione psicologica), ha in mano la regia del tutto e si pone come obbiettivo quello di  intercettare tramite test e interviste incrociate colui il quale è “venditore per vocazione”. La cosa parte così: ci si auto-presenta, si spiegano la ragioni per le quai si è venuti, e si racconta qualche nota biografica per alleggerire il clima lugubre che si crea sempre quando un insieme di persone sono in un posto ma vorrebbere essere in un altro: c’è la giovane madre disoccupata, lo studente di medicina al tredicesimo fuori corso, giovanissime piene di brio e voglia di emancipazione, padri divorziati, pensionati in cerca di socialità, mobilità, cassa integrazione… insomma gente che ha tanto da condividere. L’incontro precede il corso di formazione che selezionerà i più meritevoli. Il popolo dei vincenti si riconosce immediatamente perché è quello che ha un transfert immediato con il motivatore; il vincente anonimo è molto riconsocibile: interviene sempre con un’imbarazzante e melliflua gentilezza-appropriatezza, annoia mostruosamente quando parla, espone senza alcun imbarazzo tutta la sua ruggente voglia di chiudere polizze e contratti, e soprattutto vive l’altro (madri disoccupate… ragazzoni senza prospettive… ) come una minaccia alla sua persona; in questo luminoso microcosmo si attiva naturalmente una competitività spaventosa che plasma dei sottogruppi, anche questi ben identificabili: il sottogruppo di chi prima si sconvolge, poi ride e infine non vede l’ora di raccontarlo agli amici (io), il sottogruppo di chi si sconvolge e basta, quello che si annichilisce, quello che si entusiasma ma sente un disagio da inadeguatezza, e il sottogruppo dei “io ce la farò”. Di norma nel corso del colloquio di gruppo si dà una curiosa dinamica per cui i più svegli vengono sommersi e il vuoto spinto prende progressivamente quota… per cui alla fine nell’ambitissimo corso confluisce impunemente il tripudio del nulla: i più motivati, motivanti, futuri motivatori, pronti alla stipula… che a me suona come una roba bestiale. Nei prossimi interventi riporterò stralci di conversazioni dimodoché possiate apprezzare che cosa avviene in queste aule. Quando esci a riveder le stelle, la proiezione di degrado e abbruttimento  che avevi all’idea di un colloquio di gruppo non si avvicina di striscio a quello che hai vissuto.

Microclisma: se piacete a un motivatore, fatevi delle domande. Importanti.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

5 Commenti

  1. Marta Zacchigna
    • Marta Zacchigna

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