Microclismi

il motivatore (parte terza)

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Siamo tutti d’accordo sul fatto che le slides sono qualcosa di fantastico. È la vittoria dell’ordine sul caos: le slides sono precise, ordinate, ragionate, razionali, e il power point è un programma da brivido perché, diciamocelo, creare dei rettangoli che procedono con coerenza e progressività di ragionamento, ci fanno sentire molto forti. È la risposta rabbiosa che diamo alle “slides” della nostra vita, che sono invece caotiche, irrazionali e sparse. E meno male aggiungo io. Ricordo bene che ai tempi dell’Università i docenti si erano divisi nella fazione dei pro-slides e dei contro-slides. I primi erano quelli vecchio stampo che preferivano il contatto diretto con lo studente, la lezione frontale, la discussione, l’intervento, i “capitani miei capitani” insomma; i secondi invece avevano preso la slides come una fede (secondo me a causa del loro disordine interno), per cui entravano già irritati per via di proiettori, fili e cavetti. Comunque. Il problema della lezione con slides era che la didattica si trasformava in una esposizione gelida e impersonale che finiva così: la gente che sapeva leggere (il 100%) si annoiava a morte, e  lo stesso docente finiva con il detestare sé stesso, la sua voce, e la sua robotica maniacale spiegazione.

Insomma l’insegnante che leggeva la slide diventava poi schiavo esso stesso della slide perché la slide è come uno stupefacente, che pensi di dominarlo e alla fine lui domina te. Vincolati allo scritto, la fazione pro-slide inciampava, arrossiva, si ripeteva, si imbarazzava. Il discorso procedeva frammentato e macchinoso. E se qualcuno alzava la mano per chiedere qualcosa il docente s’innervosiva e diceva: “ehm… si.. questo è nella prossima… sei ha un attimo di pazienza.. perché arriva dopo… aspetta!!!”. Alcuni professori erano galvanizzati all’idea di poter inserire delle immagini. La mia professoressa di chimica (che evidentemente non aveva giocato a sufficienza con le bambole perché all’età di sei anni disegnava orbitali), risvegliò tutta la sua creatività repressa nel momento slide. Insomma nell’ultima proiezione c’era l’immagine di un lupo e una scritta “…e adesso in bocca al lupo per l’esame!”. Lei ha riso forte, orgogliosa e tronfia della sua trovata ma un pubblico silenzioso e confuso l’ha mortificata. Quando ho visto questa cosa ho capito una cosa fondamentale: la qualità intellettuale di una persona non dice niente del suo mondo emotivo.

Insomma tutto questo per chiudere la storia del motivatore e dirvi cosa ho visto nell’ultima slide del corso che spiega le tecniche per portare il cliente alla chiusura del contratto: C’è una scritta che recita “DANZARE CON IL CLIENTE” e sullo sfondo due pattinatori fermi in un plastico abbraccio su pista. Il motivatore, oltre ad averlo detto, mostrato, indicato col dito, lo spiega anche, e verbalizza pure la similitudine perché siamo tutti deficienti: “… quindi dovete portare il cliente al contratto così come questo pattinatore porta a sé la pattinatrice”. E’ andato oltre alla mia professoressa di chimica, e la cosa scusate è pazzesca; mi chiedo perché non ha portato due pattinatori direttamente in classe alla fine… così finalmente si moriva tutti di ridondanza.

Microclisma: Vi prego, se avete un brutto momento, riversate le vostra creatività in qualcosa che sia diverso da una slide. Ci sono tanti Hobbie&Work che aspettano!

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

5 Commenti

    • Marta Zacchigna

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