Microclismi

Giallo Speranza (seconda parte)

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Italioti

Insisto con le Poste Italiane perché ormai ho capito che sono un luogo dove accadono cose straordinarie. Allora vado a pagare la bolletta con la mia solita calma zen: prendo il numerillo, mi siedo, mi metto a leggere il giornale; un attimo dopo sopraggiunge una simpatica signora, che, capisco subito, arriva da una lunga mattinata di commissioni frenetiche. Giunta alla Posta con uno slancio pazzesco, questa non riesce a reggere il clima di noia oceanica dell’attesa quindi entra in nevrosi e, puntualmente, si siede vicino a me. A quel punto mi trasmette con tutto il linguaggio non vebale possibile la sua voglia di comunicare. E dopo qualche minuto, preso coraggio, parla:

“Caldo eh… uff… uno arriva da fuori… tremendo… non si respira… scusi non mi ricordo mai per le bollette la C no?”
“Si”
Sbuffa.
“…no perché ci manca solo che devo rifare la fila poi perché ho preso il numero sbagliato…”
Si guarda intorno spaseata con tutti i suoi sacchetti e continua ad agitarsi.
“Ahhhhh… sono il 142 dov’è che siamo?”
Lavagna luminosa davanti a noi.
“Al 120”
“Mamma mia…”
Sfila il cappotto e lo ripiega sulle gambe un numero imprecisato di volte.
Poi tira fuori una caramella, la scarta, la mangia. Me ne offre una.
“Beh dai venti numeri… qualcosa di più… ma va veloce qui sa…”
E chiude la borsa.
“Sarà mezz’ora non di più…”
E riapre la borsa. Controlla il cellulare. Va su menu. Messaggi. Ricevuti. Inviati. Messaggi. Menu. Chiude il cellulare.
“Cammina però la fila…”
“Sembra”
“…e perché c’è sempre qualcuno che rinuncia… ma conviene aspettare alla fine”
E si soffia il naso. E si scusa.
“Fatta la spesa adesso di corsa, no ma dovrei arrivare a fare tutto…”
E guarda l’orologio. E se lo gira sul polso.
“Oddio devo star attenta qui perché prima devi aspettare un sacco di tempo poi tutto un colpo arriva il tuo numero e devi essere pronto”
E ride. E mi guarda. E ride all’altro vicino di sedia.

Insomma la donnina ha continuato così per buoni venti minuti. A un certo punto non le ho più riposto e mi sono limitata a sorriderle con il giusto tempismo per gratificarla. Però devo dire mi sono molto divertita ad ascoltare il suo soliloquio di inesauribili cliché da posta, il tempo è passato veloce e mi sono risparmiata pure la pagina politica di Repubblica.

“…Come corre il tempo la mattina, un attimo ed è ora di pranzo no? …che poi uno non sa mai qual’è l’ora giusta per venire alla Posta, è sempre un terno al lotto vero?”

E ride.
Fantastica.

Microclisma: Ogni tanto bisogna intrattenersi con qualcuno che ti bombarda di luoghi comuni senza accorgersi che sono luoghi comuni. Mette allegria.

Alla fine mi son sentita in dovere di dire: “Se questi si decidessero ad aprire un altro sportello…”

“Ah, cosa vuole, gente che cerca di lavorare il meno possibile. Saluti!”

 

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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