Microclismi

Il vicino che non conosco

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Qualche mese fa mi sono trovata nella situazione di urlare al telefono come un ossesso all’una e trenta di notte. Tralasciando le motivazioni che mi hanno indotto a tale comportamento, vi posso dire che ho davvero sbraitato per una buona oretta, utilizzando frasi molto colorite e scegliendo parole particolarmente dirette, e ripetendole anche, in continuazione, tipo Sgarbi nei suoi momenti migliori. Alla fine della “conversazione”, completamente sgolata, vado a dormire incurante di aver svegliato i miei vicini contigui anche perché uno si alza regolarmente a mezzogiorno (sopra di me a sinistra) e quindi… può tranquillamente recuperare, e l’altro (a destra) semplicemente non lo conosco.

Il giorno dopo sono parecchio nervosa, ho naturalmente due occhiaie che spaventerebbero Zio Fester e quindi affronto la giornata con particolare malumore. Nel pomeriggio rientro, e nella mia cassetta della posta trovo una busta con su scritto (a penna sferografica):

“Alla gentile Signora Marta Zacchigna”.

Il vicino che si sveglia a mezzogiorno non è tipo da sferografica quindi, siccome non ho un penfriend, intuisco che è il vicino che non conosco. Nella lettera il vicino che non conosco mi spiega che l’altra notte si è svegliato di soprassalto perché io urlavo in maniera tremenda, che si è anche molto spaventato, che per parlare così forte avrò avuto sicuramente le mie ragioni, ma che, ecco, lui vorrebbe poter dormire e che comunque non occorreva arrabbiarsi così, che bisogna star sereni!
Io sorrido sul momento e poi mi viene davvero una grande simpatia per questo vicino che non conosco che cerca di tranquillizzarmi senza conoscermi.

Il giorno dopo gli scrivo anch’io una lettera e gli rispondo che sono molto dispiaciuta di averlo spaventato ma che ci sono dei momenti in cui uno si incazza, e sono quelli, e non possono essere rimandati… poi però mi viene come un piccolo dispiacere che questo signore rimanesse con questa immagine di me che sbraito nel cuore della notte come una pazza furiosa del centro di igiene mentale. Io non sono così. Allora gli spiego (sempre nella lettera) che io comunque non urlo sempre, anzi, a dire il vero molto raramente, e che in fondo sono una tipa simpatica e divertente, quindi, lo invito a comprare il mio libro e a visitare il mio blog.

La mattina dopo lascio tutto nella sua cassetta della posta.

Passa un giorno e trovo la mia risposta, sempre lì, nella cassetta: il vicino che non conosco mi dice che ha visitato il mio blog e che ne è rimasto piacevolmente colpito. Insomma in questi tempi di reti web e social network… io e il vicino che non conosco ci lasciamo le lettere nella cassetta della posta anche se ci divide solo una rampa di scale.

Nel frattempo mi chiede l’amicizia su FB. Scopro che si chiama Mauro e lo vedo.
Lo vedo in FB ma non sulle scale.

A quel punto si passa alla chat:
“Quando possiamo vederci per l’autografo del tuo libro che sono andato a comprare?”
“Scendi”

Sento una porta che si chiude sopra di me, una chiave che gira e un “scic sciac” di ciabatte.
E Finalmente.

Conosco veramente il vicino che non conosco: si presenta con il mio libro in mano e l’immancabile sferografica.

Allora apro il mio “Milano da Bare”:
“A Mauro, sperando che non si spaventi troppo nel caso mi senta urlare di nuovo al telefono”
Mauro a quel punto sorride, mi saluta e risale la sua rampa di scale.
Scusate, ma di questi tempi… ma non è una storia fantastica?

Microclisma: Trovare nuovi amici via social network è bello, scambiarsi le lettere nella cassetta della posta con un vicino sconosciuto, non ha prezzo.

p.s. Stasera magari gli faccio una foto. Il vicino che conosco va conosciuto.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

18 Commenti

  1. Gabriele Gimmelli
    • Marta Zacchigna

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