Microclismi

Il Signor Consulenza (prima parte)

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Il mio vicino adiacente è un ragazzone sulla quarantina che, insieme a Samantha (altrimenti detta Lasamanta), porta avanti un ufficio che si occupa di consulenza aziendale. È sempre abbronzatissimo, fa molta palestra e si mette spesso una giacca in pelle nera. Quando lo incrocio per la rampa si tira su come un tacchino e mi ostenta il suo ipad nuovo di pacca. Ci tiene molto ad apparire very professional. Ha proprio la camminata di chi vuole dire al mondo: “io sono un uomo realizzato”.
Comunque.
Signor Consulenza (che vicino a me ha l’ufficio ma abita da un’altra parte) lavora sempre, sempre, sempre, pure il sabato. Ma il sabato, secondo me, viene solo a scartabellare e far rendiconti… perché Lasamanta non c’è (non sento il suo tacchettino), e ho già capito che senza Lasamanta il Signor Consulenza non lo apre neanche il suo ipad… e andiamo avanti…

Insomma, un sabato mattina… un sabato mattina in cui ero particolarmente depressa e sfiduciata verso il mondo, metto su un cd di Fabrizio De André.
A che volume?
Al volume con cui si ascolta Fabrizio De André.

“Alta sui naufragi dai belvedere delle torri…”
“…china e distante sugli elementi del disastro…”

È una cosa che faccio ogni tanto (non tutti i sabati!)… mi distendo sul divano… comincio a interrogarmi sul caos, sull’ordine, sul fato, sulla legge della sfiga che becca solo me… poi così… mi chiedo perché esisto… e dove sto andando… e cosa sto facendo… e insomma condisco tutto con le sue note ballate; di solito comincio con Cantico dei Drogati… che mi ricorda che sì, forse non sto benissimo, ma magari neanche COSÌ male. Quel giorno comunque avevo una strategia precisa, ovvero immalinconirmi  da subito di prima mattina per poi darmi la spinta giusta e vivere il resto del sabato con rinnovato entusiasmo.
Funziona.

Signor Consulenza suona alla mia porta.
“…dalle cose che accadono al di sopra delle parole…”

Apro.
“Scusi, potrebbe abbassare la musica per cortesia?”
“…celebrative del nulla…”

“Comeeee?”
“…lungo un facile veeentoooo…”

“Potrebbe abbassare la musica? sto lavorando!!!”
“…di sazietà!”

“…di impunità!”

“Non le piace De André?”
“…sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso…”
“No, lo detesto a dire il vero!! Abbassa per cortesia?”
“…a guidare la colonna di dolore e di fumo…”
“…che lascia le infinite battaglie al calar della seeera…”
“Dio mio, e come fa a detestarlo!!?, forse non lo ha mai ascoltato bene?!”
“…la maggioranza sta…”
“Potrebbe abbassare il volume Santo Iddio… sto cercando di concentrarmi!!!!”
“…la maggioranza sta….”
“…recitando un rosario di ambizioni meschine…”

A quel punto lo guardo, lo vedo in tutto il suo professionismo del sabato… e mi viene proprio quella malinconia… quella che canta il nostro amico genovese… allora non so bene cosa mi ha preso (non era proprio un gran momento in effetti)…   insomma gli rispondo più o meno così:

“Dunque Signor Consulenza: io non ho cani che abbaiano, bambini che urlano, mariti iracondi, suocere sorde o amici suonatori di tamburo, sono tutto sommato una vicina silenziosa e rispettosa, solo che vede… oggi è sabato… sei lei vuole scartabellare in un silenzio tombale vada in un altro posto. Il mondo che la circonda non è fatto solo di aziende, di soldi, di partite iva, di numero di dipendenti … c’è anche la gente che vive! Qui, vicino a lei, ci crede? la gente vive! e se non glielo dice Lasamanta, glielo dico io! Adesso.”

“…di millenarie paure, di inesauribili astuzie… coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie…”

Signor Consulenza a quel punto mi guarda incazzato nero con sfida proprio… mentre io resto lì… immobile… statuaria…
E siamo rimasti così…  per quasi un minuto, a guardarci ferocemente negli occhi mentre la canzone andava avanti in una surrealtà che non riesco davvero a descrivervi. Poi, sulla strofa “…tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi…” – S. Consulenza si gira, e impettito rientra nel suo studio mentre io chiudo la porta.

Dopo dieci minuti lo sento andar via.
Il giorno dopo esco di casa e trovo questa specie di verbale sul portone:

“Vorrei segnalare al condominio la maleducazione della Sig.ra Zacchigna che ieri ascoltava della musica (De André) a volumi intollerabili. Su mia esplicita richiesta di abbassare il volume lei si rifiuta, dimostrando così  tutta la sua inciviltà e il suo poco rispetto nei confronti dei vicini”

Microclisma n. 1: Uno che si occupa di consulenza aziendale di sabato non ha facoltà di regolare il volume di Smisurata Preghiera.

Microclisma n. 2: Uno che scrive De André tra parentesi su un portone d’entrata, è il caso che si faccia qualche domanda.

Sotto però… a voler far proprio l’anarchica avrei potuto scrivere:

“…Ricord(i) Signore questi servi disobbedienti… alle leggi del branco…”

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

12 Commenti

    • Marta Zacchigna

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