Microclismi

Giallo Speranza (mai finita…)

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Mattinata da brivido l’altro giorno.
Primo: BANCA (per vedere quanto manca all’indigenza), secondo: MEDICO (per prendere i risultati delle analisi del sangue… c’è solo un asterischetto… il Dottor Michele dice che è tutto okay… è solo la primavera ), terzo: POSTA (per pagare la multa del parcometro scaduto, che vorrei non pagare, ma poi penso che magari fra dieci anni mi arriva centuplicata quindi vado, pago e libero metà del mio cervello da un pensiero ossessivo).

Come sempre vorrei parlare della terza sezione: la Posta e le sue straordinarie magie.

Dunque: entro e noto con piacere che il distributore di numerini è guasto, per cui semplicemente, focalizzo il Signore che è prima di me nella fila… è un vecchiettino con un simpaticissimo codino di capelli grigi fermato da un elastico in spugna. Oltre al codino ha una felpa color cenere, un pantalone grigetto, una giacca grigio scuro, un volto grigissimo, un umore antracite… insomma tutto completamente grigio.
L’idea di grigio.
Bene.
Memorizzato.
Poi.
Operativa ed economa.
Mi avvio al bancone Posta per prendere un bollettino in bianco… mentre supero la fila sento su di me ingrandirsi (tipo palla di neve che rotola giù da un pendio) un carico di rabbia e di rancore che mi segue, come un’entità. Sento i suoi passi proprio…

“Scusi, dove va lei?”
“C’è la fila!!”
“Signorina!!!”

Mi volto, disinvolta, con la mia multa in mano, il mio cedolino, la  penna bic, sorrido, e con un tono di chi ha tutto il tempo del mondo, con una pacatezza che spaventerebbe il Dalai Lama, serena come una mattina d’estate, dico, scandendo bene le parole, a voce altissima:

Dunque, avviso tutti i presenti di questo fatto: nel pieno rispetto della fila, mi avvicino momentaneamente allo sportello per recuperare un bollettino in bianco. Impossessatami della modulistica necessaria garantisco che ricollocherò la mia persona ordinatamente nella fila. Ci sono domande? obiezioni a riguardo?”

Silenzio confuso.
Compilo il cedolino sulla solita triste mensoletta..
Faccio per tornare in fila…
…e cosa vedo?
Una signora.
e dove la vedo?
Dietro al MIO Signore Grigio.

Respiro.
Penso rapidamente.
Agisco immediatamente.

Con passo sicuro mi colloco esattamente a fianco della Signora creando una bellissima coreografia: fate conto un lungo cordone con me a latere.
Nel giro di pochi secondi… non so perché… questa eccitante asimmetria comincia a disorientare gli animi quindi parte tutto un borbottamento… perché io e la Signora siamo una vicina all’altra (spalla a spalla) e non una dietro all’altra come vorrebbe la logica; la rassicurante coerente lineare e consequenziale logica della fila.
La signora mi guarda sconcertata come dire “ohibò? ma cosa ci fa questa vicino a me, così… senza un senso?”
E io sorrido carica d’amore per il prossimo, PERCHÉ IO AMO IL PROSSIMO.
Allora lei fa un piccolo, quasi impercettibile passettino in avanti.
E io la seguo per essere sempre in linea con lei.
Un altro passettino.
E io la seguo.
Un altro.
La seguo. Sempre accanto cara, seeempre accanto. Io e te, tu ed io.

A quel punto lei indispettita si ferma… e cosa fa la Singnora frego il posto degli altri? allunga solo la puntina della sua scarpetta un po’ più avanti della puntina della mia scarpetta.

Allora io lì faccio un grosso e significativo balzo in avanti e praticamente mi incollo al codino del Signor Grigio che si gira sentendo il mio fiato sul collo. Si gira, si rigira, si agita…. e io lo rassicuro, anche lui, con uno sguardo pieno d’amore, e perché?
Perché IO AMO IL PROSSIMO.
A quel punto la donna tenta un’altra fallimentare strategia.
Si siede su una panchinetta vicina e fa “ahhhhhhh”…. come per dire a tutti: “avete visto che ero dietro al Signore, avete visto che mi sono seduta e adesso vedrete tutti che la ragazza mi sorpassa…”
La furbona.
A quel punto io prendo le distanze dal Signor Grigio che è sempre più Grigio cossicché rimanga un canyon tra di noi. Quindi il Signor Grigio va in crisi profonda perché alla posta, se avete notato, non ci si preoccupa solo di chi è davanti ma anche di chi è dietro… per sentirsi molto sicuri nella fila è necessario essere sempre felicemente incastonati.
Arriva il mio momento.

Parte il Signor Grigio allo sportello (un po’ insicuro perché non ha capito chi pagherà la bolletta dopo di lui, ma va… si gira un attimo e poi va…), mentre la nostra amica si alza in piedi di scatto – voilà – mandando segnali agli astanti del tipo
“Io!io! sono io! vero che sono io ?”
Mi illumino e con molta calma mi spiego:

“Signora, lei sa perfettamente che io sono dopo il Signore con il codino grigio, quello che non sa è che i suoi penosi tentativi di sorpasso sono ingenui, infantili e ridicoli. Questa sua coreografia di sopravanzamento… passo, passettino, punta della scarpetta, balzetto in avanti, è destinata al fallimento per cui ora lei si rimette seduta e attende con pazienza il suo turno.”

Microclisma: Alla Posta bisogna presentarsi sempre con calma, freddezza e buona proprietà di linguaggio.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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