Microclismi

Ahhh… quanto siamo civili e democratici.

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Passato il momento di entusiasmo per il ribaltone politico, mi è tornato in mente il brivido dell’election day…  quel clima  da “ahhh, IO VOTO, voto perché sono persona civile e democratica”, l’avete presente? quell’aria densa di ideali silenziosi ma condivisi che si respira nei seggi? Noi qua SI VOTA, si esprime consenso e dissenso…non so voi, ma a me viene sempre un’allegria pazzesca quando sono sulla soglia della mia scuoletta elementare… perché mi godo proprio la sensazione di qualcosa di fortemente partecipato e fortemente GIUSTO… e mi viene sempre in mente la recitina di fine anno, quando stai per uscire sul palco e tutti i genitori sono pronti ad appaludire… che hai un brivido… wow!

Poi. Lo dico. L’election day è il giorno in cui mi innamoro di TUTTE le forze dell’ordine che incontro. Di solito sono immerse in uno stato catatonico di noia e rassegnazione, stanchi, serissimi e anche un po’ incazzatelli… invece il giorno delle elezioni… ahhhhh… hanno un’aria così presente! con quella posa orgogliosa da ammaina bandiera, e quel sorrisino sornione che ti dice: “io sono qui ragazza, e sono qui perché garantisco votazioni civili e democratiche”.
Quindi anche quest’anno sono entrata fiera e baldanzosa con la mia tesserina… che ho duplicato almeno dodici volte… d’altra parte la tessera elettorale è una di quelle cose che quando la metti via dopo le elezioni ti dici: “la metto qui così poi mi ricordo dove andare a recuperarla” e poi quel “qui” esce completamente dalla tua memoria ram, finché un giorno decidi di fare ordine nelle “spese condominiali” e ti illumini d’immenso. 
Dicevo.
…sono entrata sicura nel mio seggio, nella mia ala femminile, e mi sono presentata al cospetto della mia scrutinatrice: lei mi ha controllato tutto l’amabaradàn e poi solenne, anche un po’ emozionata, mi dice: “la signorina può votare!”. E io ho un altro brivido. Sempre lo stesso “Perché io sono nata in un Pese democratico”.

Il donnino mi consegna le schedine e mi strizza l’occhio come dire “faccia la scelta giusta eh!” e io sorrido ancora come dire “Contaci bella!”. Sorrido. E di nuovo sorriso di risposta. E ancora quella vocina da inconscio collettivo “Bello riconoscersi tutti in ideali civili e democratici”.
Bello. 
Ed eccomi nella mia cabinetta. Mia. Solo mia. A quel punto, ogni volta, cerco di convincermi che il mio piccolo, e unico, e insignificante voto, cambierà le sorti del Paese. Uno deve dirselo almeno una volta sennò si focalizza su questo dialogo:

“Vieni domenica al mare con noi!?”
“No devo pulire casa e andare a votare”
“Ah, no io non voto, tanto non cambia mai niente…”

Allora impugno la mia matitina, che non è una matitina qualunque, è la matitina che cambierà le sorti del mio Paese, e con la mano tremante traccio la mia ics. Poi subito dopo la ripasso perché mi sembra che così valga di più e poi mi viene il dubbio che è meglio non ripassare niente che rischio di far un casino. Quindi, esco facendo un bel respiro, e di nuovo sorriso. E di nuovo un altro sorriso. E di nuovo … sempre lo stesso mood: “Lei ha diritto di scegliere perché siamo in un Pese civile e democratico”.
Poi, improvvisamente, la scrutinatrice mi diventa scura in volto e io prendo paura:
“Noooo!! No! no! deve ripiegarla così come le è stata consegnata!”
Sudorazione fredda. Indietreggio, mi rintano immediatamente nella mia cabina mortificata che non avete un’idea. Ripiego con cura, e con passetto incerto torno dalla signorina che torna a sorridermi. E io le sorrido. E ancora quell’atmosfera “Scusa, ma qui siamo tutti molto civili e democratici”… 
A quel punto mi prende l’entusiasmo per la missione portata a compimento quindi sciolgo i capelli dall’elastico, scuoto la testa, passo di nuovo di fronte alle forze dell’ordine che ancora una volta mi sorridono. E io sorrido. E incrocio un’altra persona che mi sorride. E sorrido anche a lei… e un’altra… e ciao!… e quelli che escono sorridono a quelli che entrano e la polizia continua a  sorride a tutti. E fuori nel giardinetto la gente come non vuole andarsene perché c’è una gran voglia di prendersi per mano e fare un girotondo intorno al mondo e dire, dopo averlo pensato innumerevoli volte, ancora una volta… un’ultima volta… prima di scivolare nei nostri beceri individualismi…. Però, cavolo,  quanto riusciamo e essere civili e democratici!!!

Microclisma: ecco cosa volevo dire: quelli che votavano il Berlusca  non sorridevano a nessuno,  e non si fermavano nel giardinetto un pò commossi e spaesati come le persone civili e democratiche.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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