Microclismi

Metromelanconia

7 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Sempre più affascinata dall’antropologia milanese, vorrei illustrarvi l’umanità che ho davanti agli occhi più o meno tra le otto e le otto e trenta della mattina, ovvero la fauna underground del vagone della metropolitana. Da un mese la osservo attentamente e oggi mi sento pronta a individuare delle categorie ben distinte.

1. Primo gruppo: “Io non ce la posso fare”
Questi, la prima cosa che fanno usciti di casa, è schermarsi con un OCCHIALE SCURO molto grande che rifrange il neon del treno. Salgono sul vagone rassegnati, stanchi, e senza emozioni. Portatori di un nichilismo spinto, essi si seggono e se ne stanno lì, immobili… non sai se ti guardano, se dormono, se hanno la pupilla dilatata dalla coca, se sono morti.

2. Secondo gruppo: “odio i miei simili“.
Questi ascoltano MUSICA per ritardare il più possibile il primo contatto con il prossimo, ma in fondo anche con se stessi. Si dividono in due categorie: attivi (non senti la musica oltre le cuffie, ma battono il ritmo con il piedino) e passivi (senti un volume pazzesco oltre le cuffie, ma vedi una stasi totale del corpo).

3. Terzo gruppo: aiuto, mi si chiude la palpebra“.
Questi non so cosa fanno la sera, so però che sono distrutti dal sonno. I sonnambuli diurni hanno una sorta di sveglia biologica interna che li desta alla fermata giusta… la cosa che mi sconvolge di questi è che dormono in piedi, ma la mano con cui si tengono durante la corsa vive di vita propria e li tiene attaccati al palo anche in FASE REM.

4. Quarto gruppo: È un’altra giornata di merda, ma mi piace pensare che per qualcuno è più di merda che per me“.
Questi sono sveglissimi e sfruttano il tempo del viaggio per intercettare i peggio messi così da darsi coraggio e forza a procedere. Li vedi che si fissano su qualcuno (tipo un barbone, o un lavoratore che ha smontato il turno di notte) e si illuminano.

5. Quinto gruppo: “Affogo nel TELEFONINO in modo da obliterare questo pezzo di giornata e non averne più memoria“.
Questi son grandi: smanettano sul touch screen esplorando stati di subcoscienza fantastici tra il torpore del sonno e l’iperstimolazione elettroneurale. Loro comunque amano comunicare da subito, a differenza dei “odio i miei simili” (crf. gruppo 2), e sono molto felici se qualcuno li chiama mentre sono lì che scaricano giochini.

6. Sesto gruppo: “Il mondo prima di tutto.
Questi io non li capirò mai. JOURNAL ADDICTED… ovvero, cosa è successo nel mondo nelle otto ore di sonno in cui purtroppo, mio malgrado, sono stato assente? Concentratissimi… leggono tutti gli articoli di tutte le pagine, le pubblicità, i trafiletti… e non scendono se non hanno incamerato tutte le notizie del giorno.

7. Settimo gruppo: “Parlo così resto sveglio“.
Sono pochissimi ma ci sono. I muezzin della mattina presto… con la nevrosi logorroica che devono parlare continuamente. Tengono una specie di COMIZIO e hanno sempre un interlocutore silenziosissimo che ogni tre minuti gli regala un cenno di assenso. Secondo me sono quelli che si alzano due ore prima per fare una colazione abbondante… che poi gli viene la botta energetica in treno e non la sanno gestire.

8. Ottavo gruppo: “Sono dentro a un grande progetto di vita“.
Questi sono felici. E sono così perché, cari, semplicemente non vedono dove sono. Sono lanciati verso grandi obiettivi,  hanno una MISSIONE importante e il loro pensiero è il seguente: sono in questa triste metropolitana oggi, ma poi domani diventerò qualcuno, poi diventerò qualcuno a capo di qualcosa, poi dirigerò tanta gente, e comprerò una casa più grande… e un auto più grande… e alla fine, dimenticherò tutta questa triste plebaglia.

9. Nono gruppo: “Leggo un LIBRO, che stasera non ho tempo”.
Anche questi sono un mistero. Secondo me siccome non sostengono una loro narrazione interna, si appoggiano a quella di qualcun altro. Non so come facciano con una sola mano a tenere il libro aperto e anche a sfogliarlo, comunque complimenti.

Microclisma: nel tratto 8.00-8.30 io non ce la posso fare, odio i miei simili, mi si chiude la palpebra e penso regolarmente a chi sta peggio di me. Temo nei prossimi tempi di scivolare anche negli altri gruppi.


Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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