Microclismi

Di giornalisti e gatti smarriti.

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in microestemporanee

Per festeggiare degnamente  il mio “tesseramento” da pubblicista, ho pensato di regalarvi questa chicca giornalistica di fabbricazione triestina.

L’articolo – estratto dal Piccolo – vi fa capire quanto la città di Trieste abbia cura di tutti i suoi abitanti, e quanto i giornalisti giuliani rispondano sempre, e con partecipato entusiasmo, alle richieste isterico-emotive della comunità. Questo contributo non è propriamente un capolavoro di giornalismo, ma c’è un pathos e un talento narrativo dentro che a mio avviso va apprezzato: è una storia di gatti dispersi, maghette in contatto con l’aldilà, polizia, commercianti tristi, fruttivendoli in attesa disperata e nostalgici furgoni di pomodori e zucchine.

Vi prego di apprezzare, ci sono dei punti altissimi, come il “ultimamente beveva molto…”

TRIESTE. Non si arrestano le ricerche di Tigro, il bel gattone dal pelo rosa che ha conquistato Cavana diventando la mascotte di commercianti, residenti e frequentatori della zona. Di lui non si hanno più notizie dallo scorso 13 giugno. Per rintracciarlo, per capire se sia stato preso da qualcuno o se invece sia morto, è stata interpellata persino una cartomante che a Trieste vanta di aver aiutato più di una persona a ritrovare il gatto o il cane.

L’INDOVINA NON HA DATO UNA BUONA NOTIZIA AGLI AMICI DI TIGRO: «Non lo sento – sembra aver dichiarato – penso non ci sia più». BUTTANDO LE CARTE È APPARSA PIÙ VOLTE L’IMMAGINE DI ALCUNE PIETRE. «I suoi resti potrebbero essere all’interno di un cantiere oppure – ha interpretato – qualcuno lo tiene rinchiuso da qualche parte e lui non può uscire». Insomma, ogni strada, anche quella della maga è stata battuta dagli amici del bel gattone.

Eppure, malgrado siano stati lanciati appelli e centinaia di persone si siano mobilitate alla ricerca del micio, di Tigro da oltre una settimana si sono perse le tracce. Nessuno, nemmeno sulla pagina facebook a lui dedicata, ha segnalato di averlo visto. E la preoccupazione cresce, le speranze di ritrovarlo si affievoliscono. Dopo che lunedì scorso il gatto non si presentato come faceva quotidianamente ai suoi amici a “due zampe”, I COMMERCIANTI DI CAVANA HANNO INTRAPRESO SVARIATE INIZIATIVE PUR DI RIAVERE ACCANTO QUELLO CHE PER I TRIESTINI È ORMAI “IL RE DI CAVANA”.

Ma nessuno ha risposto all’appello lanciato da NINO NANGANO, IL FRUTTIVENDOLO CHE PIÙ DI ALTRI SI ERA AFFEZIONATO A QUELLA PALLA DI PELO CHE SI INFILAVA NELLE CASSETTE DELLA FRUTTA, NEI CESTI DELLE CASTAGNE E NEL BAGAGLIAIO DEL SUO FURGONE TRA POMODORI E ZUCCHINE.

All’angolo tra via Cavana e via dell’Annunziata è posizionata una telecamera di sorveglianza. «Giovedì ABBIAMO FATTO RICHIESTA ALLA POLIZIA MUNICIPALE PER VISIONARE I FILMATI della notte a cavallo tra il 12 e il 13 giugno scorso – riferiscono gli amici di Tigro – ma ci hanno detto che i video vengono automaticamente cancellati ogni 72 ore». Le ricerche dunque continuano, tutti sperano di poterlo riabbracciare. E ANCHE CHI SI LAMENTAVA PERCHÉ IL GATTO SI ACCOCCOLAVA SUL SELLINO DELLO SCOOTER GRAFFIANDOLO, ORA METTEREBBE IN VENDITA L’INTERO MOTOCICLO PUR DI VEDERLO SBUCARE DA UNA VIUZZA DI CAVANA.

La simpatia di questo felino ha conquistato tutti. Chiunque passava da quelle parti lo accarezzava o, quantomeno, lo salutava: «Ciao Tigro, come xe oggi? Te gà magnà sardoni?». E lui con il suo sguardo fiero e dopo aver fatto qualche sbadiglio, si avvicinava lentamente strusciando tra le gambe, improvvisando qualche capovolta, facendo le fusa, MIAGOLANDO TANTO DA GUADAGNARSI UN PAIO DI GRATTATINE. ALCUNI RESIDENTI RACCONTANO CHE TIGRO ULTIMAMENTE BEVEVA MOLTO.

«FORSE ERA DIABETICOIPOTIZZANO – forse ha avuto un blocco renale ed è andato a morire da qualche parte». Ma queste ipotesi non trovano conferma. E c’è chi propone di raccogliere la voce di chi si prendeva cura di Tigro con un registratore e di girare in città, di BATTERE A TAPPETO LE VIE DI CAVANA CON UN AMPLIFICATORE per vedere se Tigro, sentendo un richiamo, reagisce. «A questo punto, – dice Nangano – è importante sapere anche se qualcuno ha trovato la carcassa di un gatto da queste parti».

 

Microclisma: Non è commovente sapere che esistono ancora dei luoghi dove un felino è considerato patrimonio affettivo collettivo?

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

4 Commenti

  1. Marta Zacchigna

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