Microclismi

Classique vs Burlesque

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Insomma vado alla mia lezione di danza. Dopo nove ore di lavoro arrivo puntuale con borsa, borsone e borse sotto gli occhi.  Sul portone leggo:

OGGI  LEZIONE DI BURLESQUE PER PRINCIPIANTI!

Il burleeesque? e come si fa a imparare il burlesque?… e soprattutto, quando sai burlescare… dove burleschi? con chi burleschi?

La receptionist della scuola mi fa una strizzatina d’occhio maliziosetta, noto con piacere che sono tutti già un po’ entrati nel mood… c’è pure un ballerino cinese truccato che sculetta soddisfatto nel corridoio.  Inquietata striscio allo spogliatoio, alzo lo sguardo e mi si apre una visione surreale che Almodóvar a saperlo sarebbe corso lì con una telecamera.

VEDO LE RAGAZZE DEL BURLESQUE.

E adesso vi svelo un segreto, sulle nostre ragazze del burlesque: le ragazze che vogliono imparare il burlesque appartengono al burlesque ancora prima della prima lezione di burlesque!

Una bionda ben oltre la quarantina, un metro e novanta di donnone, completamente sudata, si allaccia un bustino nero lucido davanti ad un allieva del classico che con le punte in mano, la osserva semplicemente sconvolta:

“Ehi carina, ti ‘spiace stringermi un po’ qua?!? dev’esserci una zip da qualche parte…”
“???”

La seconda è sui trentacinque più o meno; questa con gesto teatrale si infila una calza a rete rosso fuoco con il piede a mezza punta su una sedia. Il messaggio al mondo è: “qui la diva sono io”. Ha pure un pipistrellone tatuato sul braccio che gli spunta dal guanto lungo. Fantastica.

“Vanessaaaa! hai tutto il culo di fuori così!…”
“Scusate eh…”
“Ma copriti dai!”
“Abbiamo da mostraaaare… e sennò!”

Non vi dico l’espressione della classique che si stava arrotolando il nastro rosa intorno alla caviglia.

La terza punta splendidamente su un boa smeraldino che ha liberato nell’aria i suoi leggeri piumaggi. Capelli nero corvino, ondeggia per lo stanzone con la grazia di un tricheco spiaggiato sfoggiando un’antenna di dodici centimetri sotto i piedi; poi ovviamente sbanda e si schianta contro una povera crista che nell’angolo, compostamente, si stava mettendo il body.

“Ma non puoi guardare dove vai?”
“Emmadonna scusa santoddio!… “

Passo per il bagno e incrocio una quarta, altra bella aggressivona, che si spalma del rossetto blu elettrico sulle labbra; ha una spatolata di cerone sul viso e un’espressione da chi ha navigato parecchio per i sentieri della vita. Mi squadra schifata (tipo Genoveffa con Cenerentola) e mi fa:

“Ce l’hai del rimmel tu?”
“No stellina, non ho DEL rimmel, qui, così, pronto da servirti…”

A quel punto arriva il ragazzo cinese truccatissimo, che non sta più nella pelle:

“Ehi ragazze, l’insegnante sta aspettando!!!”
“Olaaaa, andiamooooo!”
“Aspetta, aspetta, aspetta! daaai!”
“E tira giù qui!”

Il coro festante esce facendo trenino, ridendo e lasciando i cignetti classici stravolti.

“Ma le hai viste? avevano pure la cellulite…” fa una mentre si aggancia lo chignon allo specchio.

Microclisma: Io sono rimasta seduta immobile ad osservare questo spettacolo come dire… un pò decadente, e alla fine mi sono detta: ma se ci andassi? con la mia maglietta gialla stinta e la mia calzetta di cotone? a cercare il burlesque che c’è in me?

Vi lascio con questa perla.


Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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