Microclismi

Karpathos (Surfin’ Safari)

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Non volevo annoiarvi con il racconto delle mie vacanze, però ho pensato che anche quest’anno in realtà ho portato a casa qualche perla.

La compagnia era formata da una single per vocazione (io), Giulia (appena uscita da una storia di 7 anni) e Susanna (felicemente fidanzata). Allora Giulia e Susanna hanno ingranato da subito una marcia piuttosto preoccupante per me: la prima con il piglio isterico-aggressivo, “adesso mi riprendo la mia vita”, la seconda con l’andazzo “non mi voglio sentire legata, mi prendo i miei spazi, sono in vacanza con le amiche”.

Sintesi di tutto questo: ogni spiaggia doveva essere vista, ogni posto visitato, ogni persona conosciuta, ogni ristorante provato, visita ai resti archeologici, elucubrazioni colte sull’origine dei nomi delle spiagge, libretti informativi con itinerari wild, storia del posto, escursioni.

Il punto più alto è stato la visita al cisternone romano dove mi hanno fatto camminare per un sentiero senza fine, con 35 gradi Celsius: terre dimenticate da Dio dove io mi aspettavo che un serpente mi si attorcigliasse alla caviglia da un momento dall’altro, dove rischiavo un colpo di calore, dove ondeggiavo con le mie infradito e vedevo tutto color seppia.



“Di qua Susy, di qua… è indicato??!?”
“Bellooooo! Giulia guarda! sarà di là! lo intravedo!… Marta dai muoviti!”

La mattina, mentre io infilavo il piedone nella ciabatta, mi mettevo l’asciugamano intorno al collo, e ravanavo in valigia alla ricerca del mio olio di cocco, le due cerchiavano su una cartina i posti, li cerchiavano!, tracciando anche i percorsi con il ditino, guardandosi tra di loro complici e dicendo in continuazione:

“Poi risaliamo di qua…”
“No, di qua! che poi facciamo il giro così vedi?”
“Giusto! sì, e poi lì  per un bagnetto…”

Al secondo giorno mi hanno definitivamente incastrato. Abbiamo noleggiato una jeep, jeep che alla fine ho guidato praticamente sempre io perché le amazzoni dovevano “studiare i percorsi”. Ho guidato sui tornanti senza guard rail pensando continuamente che un centimetro di terra mi divideva dal baratro… “e nemmeno il lusso di morire belli abbronzati…”.

E, voi direte, bello però andare in cerca dei posto isolati e immergersi nel silenzio della natura cullati dallo sciabordio delle onde.

Allora succede un giorno che costeggiamo l’intera isola, ci perdiamo, ritroviamo la strada, ci perdiamo di nuovo. Tutte ore di sole sottratte alla mia melanina ovviamente. E alla fine arriviamo in una spiaggia piccola, nascosta e completamente vuota. Loro fierissime e orgogliose per la conquista, io con la malinconia nel cuore a vedere il sole che mi faceva ciao ciao da oltre la montagna. Ma godiamoci questo momento mistico dico.

Ad un certo punto, arriva una coppia sui quaranta e non siamo più sole. Questi si distendono in silenzio vicino a noi… insomma ad un certo punto mentre sto assaporando il silenzio, la sabbia, il tepore delle sei e mezza di sera, nel  profondo Dodecaneso, nella spiaggetta isolata dell’Egeo, Zacinto mia, che te specchi nell’onde… sento questa frase:

“Tornìn a cjasis cumò?”
“Tornìn, tornìn…”

Udine?!?
UDINE.
Udine, sulla spiagga greca di Karpathos!

“Bessoi no si sta ben nancje in Paradis!” ( mi dice l’uomo…)

E lì, finalmente, mi sono espressa:

“Bene ragazze, figata, abbiamo fatto 30 chilometri di Safari, inserendo il 4×4, calpestando gli arbusti, facendoci strada tra la natura selvaggia, evitando le capre, gli asini, una libellula transgenica è entrata dal finestrino, abbiamo dovuto fermarci per farla uscire, per arrivare su questa spiaggia e incontrare chi?  l’unica coppia friulana in gita? il frico con la polenta? potevamo stazionare di fronte al nostro alberghetto allora? almeno lì facevo un castello di sabbia con un bambino tedesco e mi sentivo un po’ in vacanza!”

Aforiclisma: Il mondo è Paese, per cui attenzione che se ti muovi, il Paese si muove con te.


Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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