Microclismi

L’ora di educazione civica

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Sofia

Ai miei tempi l’ora di educazione civica era vissuta come una pacchia pazzesca, era una via di mezzo tra l’ora di religione e l’ora di Storia, ma come di serie B, perché c’era un clima di allegro confronto per una buona volta, e non di spietata lezione frontale.

Si chiacchierava con la “Prof” e si tiravano fuori i panini e le coche e si disquisiva sul portato della Democrazia, sul Governo, sulle Istituzioni. Ci piaceva molto l’ora di educazione civica, perché si poteva esprimere qualsiasi cosa dopo aver parlato di eguaglianza, giustizia, diritto di opinione! e di colpo anche flirtare con il compagno di banco era un’opinione! e anche andare a pisciare diciotto volte era un’opinione e anche chiedere alla Prof di spostare la provetta di “Geo”, in quell’ora fantastica, era una fottuta grandiosa opinione!!! ma ci rimaneva qualcosa dentro… un senso di gioiosa appartenenza direbbe Gaber…e, nonostante le furbetterie, si imparava e si faceva esperienza di libertà.

Bene. E adesso vi dico questo. Vi parlo del 2011.

L’altro giorno la piccola Sofia arriva a casa dicendo che ha preso una nota nell’ora di educazione civica perché si è rifiutata categoricamente di scrivere il nome di Silvio Berlusconi sul quaderno, vicino alla dicitura “Capo del Governo”. Spiega a ruota che la maestra l’ha ripresa, che lei è rimasta impassibile, e che allora la maestra le ha chiesto il libretto, e che lei glielo ha consegnato, orgogliosa.

 

 

 

“Io faccio informazione/istruzione e non politica”

 

Piccole Robespierre crescono insomma.

Mentre mia madre impallidisce e si confonde (in effetti è alquanto bizzarro come accadimento): “eh? cosa? non ho capito cosa c’entra Berlusconi con la tua nota scolastica?”, io praticamente mi inginocchio davanti a una bambina di dieci anni come fosse il mio piccolo Buddha personale e prendo subito le sue difese.

 

Parlo solennemente:

“MADRE (lunga pausa a effetto), forse c’è ancora un barlume di coscienza in questo Paese. Inginocchiati insieme a me. È una cosa miracolosa questa. Un’epifania… loro, loro ci salveranno capito?”.

E penso in quale mondo fantascientifico, gli adulti VOTANO lo stesso nome che i bambini SI RIFIUTANO DI SCRIVERE.

 

Vi allego la paginetta incriminata, che mi sono fatta mostrare, e chiedo, tra l’altro…

Microclisma: Perché bisogna sapere quando è nato Berlusconi? e dove? e i titoli di studio? perché?

Non so se notate? alla fine lo ha scritto (dopo la nota…) il nome, e alla fine anche Schifani… dio mio… Berlusconi, e Schifani, scritti così, che paura che fa.

 

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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