Microclismi

Pagelle on line? Inno al voto analogico.

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

L’ho trovata una notizia fantastica. Soprattutto per come è stata venduta.

Nel degrado totale della scuola pubblica, dove le mamme portano i plichi di A4 per le fotocopie dei figli, dove le aule di informatica contano tre catafalchi del 1910 per classi di 20 bambini, dove le gite scolastiche si fanno nel rione vicino, nelle stesse scuole pubbliche statali dove cadono infissi, finestre, dove le maestre fabbricano a casa i gessetti, e il personale ATA sciopera tre giorni alla settimana, in questa nostra scuola italiana dove si entra allegri ignoranti e si esce sempre ignoranti ma decisamente tristi, insomma, in questo disfacimento generalizzato che è il mondo della cultura e dell’istruzione, in questo appiattimento desolante distrutto da anni di taglio ai fondi, la Gelmy ha un’intuizione.

E si svolta.
Si fanno le cose in grande stile.
Da domani si cambia aria, innovazione sì, tecnologia e avanzamento:

PAGELLA ON LINE, che ha un bellissimo suono perché on line ricorda oh yeah e siamo tutti sul pezzo. Anche le pagelle, come i neutrini, nel tunnel.

E questa è la prima considerazione che mi è venuta su tipo rigurgitino naonatale quando ho appreso la notizia.

Seconda considerazione.

Per piacere, possiamo parlare del portato simbolico di quella specie di lenzuolino giallino oblungo che riportava i nostri voti, voti scritti A PENNA da qualcuno che si pendeva fino in fondo la responsabilità di quello che scriveva (e non schiacciava solo un 4 sul computer! e non compilava dei form anonimi! e non martoriava le famiglie senza un computer!). Io l’avevo notato all’epoca quel cinque tremolante, tracciato con senso di colpa, pieno di rancore nei miei confronti, scritto vicino a greco scritto. Perché era un sei, e anche lei lo sapeva, che era un sei…

Così come mi ricordo la poesia della pagella scolastica: … che non la dovevi spiegazzare, né sporcare, né piegare; i miei la firmavano facendo tutta una firma arzigogolata e barocchissima (mai vista prima), con nome e cognome per esteso tanto erano intimiditi da quel cartoncino di carta simil-riciclata. Quanta nostalgia! un anno l’ho consegnata con un alone d’olio che prendeva mezza pagina, perchè la sera in cui abbiamo parlato dei miei voti, a cena, c’era la pasta con la salsa. E negli archivi della mia scuola, adesso, la mia pagella è ancora traslucida e rossastra.

Poi c’era il mio compagno di banco – Giannella – che aveva trasformato tutti i 3 in 8 con un’agile congiunzione di linee. E mi ricordo molto bene la conversazione avuta con lui il giorno della consegna:

“Scusa, Giannella (che ci chiamavamo tutti per Cognome), ma se ne accorgeranno no? quando i tuoi andranno a parlare ai colloqui! lo scopriranno che hai barato! (termine che andava ancora di moda in quegli anni)”

“Zacchigna, i problemi si affrontano uno alla volta seguendo un principio d’urgenza! adesso faccio così, poi penserò al resto…”

Insomma la pagella scolastica cartacea ti insegnava tante cose e soprattutto responsabilizzava tutti. E avevi un rapporto fisico con lei, la stracciavi, la lisciavi, ci piangevi sopra, la RICONSEGNAVI.

Microclisma: lo so che sembro mio nonno quando mi diceva: “eh, una volta…”
… mi sforzo di essere felice di sapere che abbiamo un’istruzione che fa acqua da tutte le parti MA! la pagella telematicona che ci fa sentire super avanti avantissimo, tuttavia, mi chiedo: non è che la pagella è andata on line perché non si potevavo scrivere i voti sull’unico rotolo di cartaigienica rimasto? portato dal capoclasse ovviamente?

Mah.





Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

6 Commenti

    • Marta Zacchigna
    • Marta Zacchigna

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