Microclismi

Milano Da Bare è diventata tecnologica.

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in progetti

Sono quasi commossa a vedere il mio simpatico libercolo diventare un’app! Anche se ho capito più o meno l’altro giorno cos’è un’app. Però adesso che la mia amica Viviana mi ha detto che ci va l’apostrofo perché è femminile, io vado sul sicuro e dico a tutti è un’app! è un’app!… sapendo solo come si scrive e sperando che nessuno mi chieda delle specifiche sul come, dove, cosa. SONO un’app e mi piace un casino dirlo: “oh yes, per iPhone e iPad e iPod touch!”.

Adesso però l’ho capita bene questa faccenda dell’applicazione, senz’altro, anche se vi devo dire che ho vissuto la creazione di questo nuova MilanodaBare, in maniera davvero poco tecnologica, anzi, piuttosto artigianale e improvvisata direi, un po’ come la prima. Ma è venuta bene.

Ad ogni modo, voglio prendermi questa responsabilità davanti al mondo: i video inediti di interviste che vedrete in MilanoDaBare versione APP li ho fatti io: ebbene sì, mi sono fatta prestare una telecamerina a mano grande come un pacchetto di sigarette e sono andata in giro per la capitale lombarda con l’approccio del senegalese che chiede l’euro cercando di sfoderare tutta la sua capacità persuasiva. Spiego: Piero, che mi ha ‘commissionato’ il progetto, mi ha detto semplicemente: “Vai a cercare contenuti! video, foto, link interessanti…”. Allora io ho camminato per la city chiedendomi cosa poteva essere un contenuto. Alla fine ho smesso di farmi domande e sono entrata in un bar. Nei bar, ci sono sempre contenuti.

IO: “Buongiorno, sono Marta Zacchigna, autrice del libro Milano da Bare, lo conosce?”
BARISTA
: “No, mai sentito…”
IO
: “No? Strano. Non so se sa, ma adesso, visto il successo, ecco… l’idea degli editori è quella di fabbricare un’app editoriale multimediale. Sa che cos’è?”
BARISTA
: “No”
IO
: “Hn, beh noi stiamo cercando delle persone che siano in grado di parlare… diciamo così di alcuni cliché della milanesità. Passando per questo bar, l’ho intravista dietro il bancone, ho pensato che lei potrebbe essere davvero la persona che cerchiamo! Mi serve semplicemente che mi parli di come vive lei questa citta insomma.. se le piace.. cosa ne pensa… insomma, per iniziare, cosa succede la mattina in questo bar?”
BARISTA
: “Sono davvero lusingato ma io non credo di saper cosa dire…”
CLIENTE:
“Un caffè per cortesia!”
BARISTA:
“Passi fra cinque minuti, non lo vede che mi stanno intervistando! è per un libro!  mi scusi eh…”
IO
: “No no no, lei SA cosa dire, lo sta già dicendo… accendo allora eh?… vado… parli tranquillo, poi mi fa un bel cappuccio e le spiego meglio…”
BARISTA
: “No davvero io non so… “
CLIENTE
: “Posso prendere una brioche?”
BARISTA:
“La prenda e vada, che c’è una scrittrice che mi chede delle cose e devo essere concentrato!!!
IO:
“Vada tranquillo..”
BARISTA: “Beh… allora… se vuole…. ci provo… dunque la mattina del lavoratore milanese…”

Questa difficile opera di convincimento (sempre andata a buon fine) ho cercato di metterla in atto in altre numerose situazioni ovvero in una palestra con un personal trainer, in mezzo agli studenti in pausa, chiacchierando con i macchinisti dell’ATM e interrogando altra gente dall’identità sconosciuta che ha avuto la fortuna di incontrarmi sulla sua via.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, questo post è per loro e io voglio ringraziarli tutti, pubblicamente, oggi.

Microclisma: Credo veramente di aver collezionato le facce più simpatiche di Milano. Godetevele.

p.s. Un grazie speciale a Piero Conte, ideatore e realizzatore del progetto. Qua sotto in versione skipper:

 

 

 

 

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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