Microclismi

Se la fine del mondo in Italia (…e buon anno a tutti)

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

In questi giorni di fine/inizio/chiusure/ripartenze/cicli e ricicli/ mi interrogavo davvero sulla fine del mondo. E mi dicevo mah! non sarebbe poi così male… assistere in mondovisione live ad uno spettacolo pirotecnico gratuito con un autentico ed enorme SENZA PENSIERI. Morire tutti dentro un fuoco d’artificio stellare, liquefarci in un’eclissi, sancire l’inizio di un’altra era.

Pensando anche a questa Italia di recessione, di governo tecnico, a questa politica di fallimento etico e morale, alla mafia, all’imbarbarimento culturale e sociale, all’iniqua distribuzione della ricchezza… mi son detta bah… guarda… ma forse che sarebbe consolante sapere che basta.
Stop.
Finita qui.

Potremmo essere tutti più sereni? pacificati? Potremmo…

Poi, ho fatto questo breve riflessione perché a ragionarci un attimo, la fine del mondo in questo preciso momento storico porterebbe a tutti un grande guadagno. Se ci pensiamo:

– i NEONATI appena venuti al mondo,  non saprebbero mai che dopo la super-tetta della mamma si aprirebbe per loro un mondo semplicemente abominevole. Voglio dire già la vita è una crisi perpetua, se poi ti becchi in eredità storica anche un disastro sociale… la recessione, il debito pubblico… la disoccupazione, l’usurpazione dei diritti fondamentali… uno magari dice scusate avrei preferito l’alto Medio Evo, magari una rana, ma torno a nascere fra qualche lustro.

Poi,

– tutti i BAMBINI sarebbero salvati da una scuola pubblica dissestata e senza fondi che li condannerebbe ad una mediocrità misera e appiattente… e a un futuro assolutamente incerto e frastagliato dove i genitori sono esclusivamente proprietà delle aziende.

– tutti gli ADOLESCENTI non dovrebbero piú fare un liceo che li porterebbe a essere troppo intelligenti per poi poter sostenere la frustrazione di un precariato permanente che non porterà figli, né progetti, né case, né vacanze al mare.

– gli UNIVERSITARI non dovrebbero affrontare la cocente delusione di un corso di laurea che conta quindici parole ma che non ha alcuna comunicazione con il mondo del lavoro: laureato in scienze dell’intercultuaralità, guido gli autoarticolati o leggo il cinese ma consegno i volantini del Billa. Per adesso.

-I MASTERIZZANDI e affini non dovrebbero più affrontare il senso di colpa per l’investimento economico dei genitori del tutto infruttuoso che gli ha portato solo una riga sul curriculum e una in mezzo alla fronte.

– tutti i DISOCCUPATI gioirebbero per tutti i giorni in cui non hanno lavorato mentre quei fottuti ottimisti-volitivi-energici hanno lavorato illusi che il domani cambiasse.

– Tutti gli ADULTI ATTIVI smetterebbero di essere sottopagati, frustrati, sottodimensionati, umiliati, ricattati. Potrebbero dimenticarsi del mutuo che hanno acceso a quarantatré anni con padre garante e del fondo pensione che sarà inferiore alla paghetta che avevano a sedici anni.

– La MEZZA ETÀ sarebbe felice di non svegliarsi più ogni mattina con la domanda ‘Hanno alzato ulteriormente l’età della pensione?!’
‘Si!’
‘Vaffanculo’

– I PENSIONATI sarebbero felici di sapere  che non dovranno spalare la neve d’inverno a novant’anni o fare gli ausiliari del traffico per arrivare a fine mese e dare la mancetta ai nipotini.

Senza parlare dei DEPRESSI, categoria trasversale che abbraccia tutti i target sopracitati per una percentuale che supera il 50 %: sí, almeno la metà del mondo sarebbe entusiasta di evaporare in una grande nuvola interplanetaria; o dei MALATI, che potrebbero abbandonarsi felici ad una eutanasia collettiva dimenticando il destino che avrebbero avuto con il supporto della sanità pubblica.

Insomma, dai, non sarebbe un sollievo fantastico?

Basterebbe poi una tabula rasa, un’onda anomala, un’atomica spianante.

Microclisma: poi magari si esce dal bunker e si torna a zappare la terra. Tutti. A scambiare una mucca con un asinello e a imparare l’arte della coltura dei pomodori. No? Non sarebbe educativo?

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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