Microclismi

Sanremosaurus Rex

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Allora ieri ho aperto su Sanremo intorno alle ore undici e mezza.

Mi son detta: bon, adesso io mi vedo sta roba con la mente scevra da qualsiasi pregiudizio, fuori da ogni scontata polemica e  cerco davvero di partecipare all’evento con sguardo vergine per capire semplicemente cosa abbiamo davanti. Quale tipo di fenomeno socio-antropologico-cultural-mediatico: allora già il nome “Sanremo” mi fa noia, mi ammorba capito… mi sa di una roba che non può più avere a che fare con il mondo contemporaneo. Mi viene in mente mia nonna e le sue espressioni che non si usano più tipo “marachella” “furfantello”. Quelle parole che ti fanno venire dei brividi pazzeschi e che tolleri solo perché è la calda voce di tua nonna a pronunciarle. Quindi qualsiasi cosa sia Sanremo oggi, il nome  va cambiato al di là del posto dove si trova. Per riprendersi dovrebbe chiamarsi almeno per un paio d’anni Festival “Figatapazzesca”,”Quisologiovani”,”Scarichiamoilvecchiume”. E bon.

Poi, così, a guardare la cosa complessivamente, la PATINA, senza osservare o ascoltare (che richiede un’ analisi successiva), ho avuto subito una strana sensazione, un misto di stupore e paura e ho cercato di comprendere profondamente quest’emozione e ho capito che potrei paragonarla alla situazione surreale di un uomo del XXI secolo che scende in strada e si trova davanti un diplodocus o un velociraptor che si urlano addosso emettendo versi dell’era giurassica. Gianni Morandi – in ginocchio da te –  e Adriano Celentano – una carezza in un pugno. Di questo si parla ancora su questo Pianeta. Se lo dico alle giovani generazioni mi rispondono “… e un pugno in un ginocchio?“.

Questa specie sanremese ha quattro zampe come noi, okay… è un homo erectus, sì, ci assomiglia, senz’altro, ma i due esemplari sono rispettivamente classe ’44 e classe ’38. Sofia quando ha visto Gianni Morandi ha detto: “Mamy ti prego cambia, mi fa paura quella Signora…“.

E tu dici ma forse la Televisione Italiana (canone), ci mostra un documentario sui Dinosauri. Va bene. Ma i dinosauri sono esteticamente interessanti. Possenti, forti, affascinanti nella loro giurassica potenza primordiale. Qui abbiamo un Morandi con la tinta e una frangia con riporto laterale, un Morandi con delle rughe che il miglior fondotinta di Dior non riesce a coprire, il lifting, e un occhio che io non vedo niente bene (la cataratta?). Lasciando stare le mani enormi e quel suo muoversi sul palco come uno scimmiotto triste e disorientato che ti sale l’amarezza.  E c’è da sperare che non si sogni di fare una battuta perchè uccide di malinconia l’umanità! Sbadabàn, in un attimo. Tutta insieme.

Celentano (che fa i sermoni ma attaccando i preti) mi inquieta… perché parla di “popolo sovrano” con impermeabile e aria mafiosa e inscena una recitina che una prima elementare è più credibile. Parentesi: si può chiedere ad Adriano se può smetterla di passarsi la lingua sulle labbra ogni secondo e mezzo. E può anche evitare di corrugare la fronte e fare le pause ad effetto perché il ragazzo della via Gluck è più vecchio di Lucy l’australopiteco. Ma cos’è sta roba? Poi si alza Pupo, un metro e una sega e fa finta di incazzarsi con Celentano… ma poi no! stanno giocando! e allora Morandi sorride e interviene e in quel momento pensa “…e adesso gli stupidini spettatorini scoprono che stiamo solo facendo “ENTERTAINMENT” … ahhhhh… ma che cos’è? COS’E’?

Aldo Grassoooo? Fai qualcosa! Dì qualcosa.

MicroclismaSu di noi ci avresti scommesso tu, su di noi,  mi vendi un sorriso tu, se lo vuoi cantare, sognare sperare cosi… Su di noi, gli amici dicevano, no, vedrai, è tutto sbagliato!


Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

7 Commenti

    • Marta Zacchigna
  1. massimilianoRovati

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