Microclismi

Monologo di Primavera

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in microestemporanee

È Primavera:

– Quando al primo mattino Signora Stanchezza ti si distende addosso e non si alza più e pensi ancora cinque minuti, e sono le sette, e ancora solo cinque minuti, e sono le otto e trenta, cazzo è tardissimo. Il sonno di Marzo.

– Quando la palpebra si abbassa tipo sipario nella pausa post prandiale e non ce la fai a contrastarla. E dormi, e ti viene la bavetta.

– Quando al semaforo hai sulla destra uno col piumino e la sciarpa, sulla sinistra una in maglietta e calzoncini corti. E tutti e due stanno bene, e sono soddisfatti della loro termoregolazione, e in generale, in città, ci sono 4 stagioni diverse.


– Quando vedi gli adolescenti in vertigine amorosa sui muretti e le panchine dei parchi e sei invaso dalla tenerezza e pensi all’amore e senti il cinguettio dei merli e ti vengono in mente i passerotti che alzano la gonna a Biancaneve mentre lei spolvera.

 

– Quando comincia il dilemma su come passare dallo stivale al sandalo senza passare per una scarpa troppo improbabile (simil baby) ed evitare la scarpa da ginnastica ogni giorno, fa troppo donna del tennis.

– Quando il freddo la mattina, caldo pazzesco a mezzogiorno e il gelo la sera. Bisogna stare attenti, è ancora freschetto, ha ragione Signora, un attimo e ci si prende un malanno…

– Quando i pantaloni bianchi assolutamente.

– Quando la prima abbronzaturina presa durante il pic nic. Giochiamo a palla.

– Quando il repulisti degli armadi è fatto con rigore e metodo: butto, tengo, adotto ancora fino al prossimo anno metti-una-gita-fuori-porta, do a mia madre, do ai poveri, lo utilizzo come straccio per le pulizie degli armadi.

– Quando ti viene in mente il Botticelli e Marina Rei nello stesso momento. A volte anche  “Rondine” di Mango e pensi al livello di trash che può raggiungere la musica italiana.
Non c’è una fine.

– Quando l’allergia alle graminacee. Et-ciù.

– Quando tutte le riviste femminili ti parlano di depurazione e disintossicazione dall’inverno che non vuoi leggere, peró poi alla fine leggi, e vai in erboristeria per il betacarotene. 30 euro, ma serve.

– Quando hai voglia di tagliarti i capelli ma anche no, faccia lei, ma non troppo, cosa ne pensa di una frangia sbarazzina per cambiare?

– Quando qualcuno canta a squarciagola (tipo i miei colleghi ieri) “Che fretta c’era…“. E tu dici “noooooooooo!” e si ride tutti allegramente perché l’ormone del buon umore si è impossessato di noi.

– Quando vedi i colori di fiori nuovi che non hai mai visto prima e ti fermi a guardarli. E dici tipo, amaranto!

– Quando i bambini urlano più del solito ma non ti infastidiscono. Poi uno cade e si sbuccia un ginocchio. Pianto.

– La prima voglietta di gelato.

– Quando la tv diventa ancora più insopportabile che non si può tenerla accesa. È criminale. Fuori c’è il sole.

– La prima zanzara stronza.

– Lo sfracello di luoghi comuni tipo “Eh, l’unica cosa è vestirsi a strati

– Quando capisci che la giacca jeans non passerá mai di moda perchè è un capo assolutamente immortale.

Microclisma: Per innamorarsi basta un’ora cantava Loretta Goggi. Era Loretta Goggi? Oh mio dio.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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