Microclismi

Cuore nei limiti.

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Allora succede che sabato mi trovo di colpo scaraventata al Pronto Soccorso. Dopo aver parlato male dei milanesi anche le piante lombarde si sono scatenate contro di me. Reazione allergica a una qualche graminacea. Mi sveglio e mi rendo conto che praticamente non respiro. Mi trascino in farmacia, mi dicono di andare all’ospedale più vicino perché potrebbe essere il principio di uno shock anafilattico. La classica situazione in cui hai bisogno di essere rassicurata e invece la gente ti spaventa. Grazie mille.

Penso di chiamare un’ambulanza, un secondo dopo mi rendo conto che il 4040 mi fornisce una macchina in 4 minuti.

Quindi chiamo e monto sull’autovettura facendo training e parlando molto con me stessa.

Per un attimo mi è venuto in mente la scena con John Travolta in “Senti chi parla”. quando urla “respiri-respiri!”. Anche se non ero come Kristie Alley, soffrivo parecchio e, per altro, non ero per niente sicura di avere preso dei soldi con me, quindi stavo ragionando sulla fuga dal taxi in apnea totale una volta giunta a destinazione.

Sbarco al Ps. Come mi vedono mi mettono in mano ad un infermiere  uguale a Pocahontas, con dei capelli liscissimi e nerissimi fino al culo. Questo si confronta rapidamente con una medichessa e mi pianta due aghi in vena dicendomi: “Ti farò male ma sei sufficientemente grande per sopportare”. Avrei voluto dirgli “Fanculo” ma mi stava infilando una roba nell’incavo del polso, non era il caso. Finita l’operazione di bucamento, Pocahontas, mi mette seduta su una carrozzina e mi attacca dei bottiglioni di flebo.

Dopo di che mi piazza nel corridoio insieme al girone dei dannati.

Voglio solo dire io stavo per andare all’Oviesse a comprare una camicetta, e improvvisamente mi trovo in un corridoio strettissimo, immersa nel dolore mio e altrui.

Sono seduta vicino a un vecchio che mi guarda schifato e mi fa:

Che cos’ha lei? io non evacuo da giorni
“Urca”

È incredibile la vita quando ti scaraventa in un tempo relativamente breve in uno stato di totale surrealtà.

La medichessa mi dice che bisogna escludere tutto e mi prescrive un RX torace e un elettrocardiogramma. Io sono terrorizzata dal ritorno di Pocahontas che mi vuole molto male e non so perché.

Una vecchina che ha passato i 110 intanto continua a lamentarsi dicendo “Aiuto aiuto aiuto…” ma ogni volta che la guardo e le sorrido amorevole, lei smette di miagolare e mi risponde con un sorrisone senza denti. Fantastica. Arriva sua figlia: mi dice che è la demenza senile. Le dico – sempre attaccata ai miei bottiglioni di flebo – che ho capito che la demenza senile si combatte semplicemente sorridendo al paziente per molto tempo. Funziona.

Intanto noto che le lettighe in codice rosso che scendono dall’ambulanza sono tutte in fila fuori dall’accettazione e che ci sono due medici per una settantina di persone. Penso all’Uganda. Alla sanità pubblica. Al nostro fantastico Paese. Ad una Signora con aborto in corso dicono “non abbiamo letti”.

Il tipo che non va di corpo viene portato via, al suo posto vicino a me arriva una Signora. Questa mi comunica che ha un dolore addominale di dubbia origine. In Ps tutti comunicano a tutti cos’hanno a parte me che non lo so e nessuno me lo dice. Mi sento improvvisamente che sto per svenire… ma la Signora mi rincuora che non mi devo preoccupare perchè Lei è andata a Medjugorje e lì ha visto la Madonna NELLA LUCE e  questa ci protegge. Dico grazie, benissimo, a boun rendere.

Nel giro di una decina di minuti un gruppetto di tre persone (tra cui la Signora) comincia a disquisire di teologia. La Tesi è che Gesù era scalzo e il Papa no. Da qui non vi sto dire a che altezze siamo arrivati.

Torna Pocahontas che mi porta in radiologia. Lì c’è una specie di Lurch (Addams Family) che mi dice “Togliti catenine magliette e reggiseno e sottoscrivi che non sei in gravidanza”. Non sono molto abituata a questi modi così rudi ma obbedisco di fronte a un uomo alto due metri e venti che mi guarda da dietro una cabina. Poi Lurch mi dice che non devo respirare mentre fa la “foto” e io gli dico che sono arrivata lì perchè non respiravo e che quindi non c’è nessun problema.

Dopo un’ora mi riportano al girone dannati. Pocahontas mi guarda e urla “La mandiamo via questaaaa?!”. La medichessa mi dimette dicendomi che ho avuto “solo” una reazione allergica piuttosto forte ma che adesso è controllata da cortisone e antibiotico che mi hanno iniettato alla grande. Mi prescrive quel centino di euro di farmacia. Mi manca di nuovo il fiato.

Pocahontas mi mette in mano il giubbotto e mi spinge alla porta. Esco dal pronto soccorso e finalmente vedo la luce (non la Madonna però).

Guardo il referto. L’occhio mi cade sull’ ECG dove c’è scritto “Cuore nei limiti”

Volevo tornare dentro e dire “Scusi, come nei limiti? nei limiti mi sa di mediocre!”

 Microclisma: Uno dice vado all’Oviesse così spendo poco e di colpo conosce Pocahontas, la donna di  Medjugorje e radiologo Lurch che dice frasi oscene… . Mah, la vita.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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