Microclismi

There is no time

6 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Siamo tutti molto incazzati, e si sente. C’è un tasso altissimo di malumore/insoddisfazione/violenza che circola per le strade. Nel mio piccolo, solo nell’ultimo mese, mi sono trovata nel bel mezzo di tre “risse” che vedono come protagonisti gente adulta.

Qundici giorni fa svolto l’angolo nella viuzza tergestina dove ho parcheggiato la mia piccola auto e vedo un camionista che fa manovra e dietro una macchina con un tipo dentro che sbraita. I due si danno addosso verbalmente coinvolgendo madri e sorelle (tutte donne per restare nel tema di questi giorni…). Quello dietro scende per menare l’altro. Il camionista tira su il finestrino per difendersi e in un moto di rabbia purissima pensa bene di  sormontare la mia autina parcheggiata per far passare quello dietro che continuava a incitarlo. Mi è venuta in mente Towanda in “Pomodori Verdi Fritti” solo che il camionista non si stava divertendo come lei.

“Ecco, vuoi passare stronzo? passa!”

E stato come se mi avessere aggredito un figlio.

“La mia macchinaaaaaaa!”

Ho dovuto urlare che si dessero una calmata, fargli fare manovra tipo vigile urbano affinché il cofano del camionista scendesse dal mio baule, concentrarmi sul modulo della constatazione amichevole, compilarlo, disegnare un camion che sormonta una auto (difficilissimo… sembrava una cosa pornografica), e poi consigliargli pure un pub vicino per il pranzo:

“Scusami che sono salito sopra la tua auto, tu non c’entravi proprio niente, e che quello mi aveva proprio fatto incazzare di brutto capisci!?!?!?!? boh, tanto paga la ditta…  se sapevo che era tua non ci andavo sopra… sai dove posso mangiare un buon panino adesso? m’è venuta una fame!”

L’altro giorno invece all’Esselunga: alla cassa cestelli due signore si sono prese per i capelli davanti alla rispettiva prole per un contenzioso nato intorno al separatore spesa. L’oscuro oggetto del desiderio di ogni massaia. Quella davanti lo ha piazzato violentemente sul nastro guardando di sbieco quella che veniva dopo (come se temesse che qualcuno infilasse un yogurth nella sua spesa per farlo pagare a lei…) così la seconda si è risentita.

“Cosa non le funziona signora? vada a guardar male qualcun altro saaa?!”

I due grandi esempi di femminilità civile si sono lanciate in un corpo a corpo. Nel frattempo un uomo sui sessanta ha preso timidamente i bambini delle due donne da parte e li ha messi in un angolo a giocare con le carte dell’Esselunga nell’attesa che finisse il match (Fai la spesa cantando! recita lo slogan della nuova campagna!). È intervenuto il responsabile del punto vendita. Un omino esile e magrissimo, assolutamente incapace di infilarsi tra due tori di razza.

Ieri, fuori da un bar, l’uomo “che vende rose” ha evocato rigurgiti di autentico razzismo da parte di una coppia benestante così perfida da tirare fuori un euro per poi tirarglielo in testa.

“Te ne devi andare da questo Paese!”

L’omino delle rose è fuggito e ha attraversato la strada senza guardare. A momenti un motorino non lo tirava sotto, lui, e le rose. Momenti di caos cittadino, qualcuno esprime il proprio disgusto, qualcun altro procede incuriosito.

Microclisma: Questo ho capito. Io da oggi sorrido a tutti quello che incontro. Vivo in un Paese di psicologie instabili.

This is no time for Celebration
This is no time for Shaking Hands
This is no time for Backslapping
This is no time for Marching Bands
This is no time for Optimism
This is no time for Endless Thought
This is no time for my country Right or Wrong

 

 

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

5 Commenti

  1. massimilianoR

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