Microclismi

SF(O)GATI. La tua storia ha trovato un posto fisso.

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in progetti

Succede così.  Un giorno Lucia mi telefona e mi dice: “Lunedì mi diranno se mi prendono a lavorare al call center. Come sempre non so se augurarmi che mi prendano o che non mi prendano, perché per me è la stessa cosa”.
La consolo, usciamo: una panino, una birra,  e via a casa. Ma la sera sono irrequieta. E triste. Penso a Noi, a questa generazione sfigata, immersa in questo tratto storico così sbiadito e faticoso e dispersivo. Mi sfogo. Butto giù due righe, alla fine ne esce una paginetta. La tengo nella borsa per un po’ finché un giorno la ripesco. Rileggo quei pensieri e ci vedo intorno un progetto: ci vedo delle storie, dei racconti, delle testimonianze. Ci vedo delle voci autentiche. Tante, vere, come quella di Lucia.

Ricopio il testo in una mail e dico: “Boh? la faccio girare… vediamo cosa succede…”

Benedetta, Chiara e Viviana, sono le prime a leggerlo, a Trieste. Il responso è “Mi pare una figata! Procedere!“. A Milano la prima è Cristina nella pausa caffé, mi dice “wow! e chi è che non scriverebbe…“; poi arriva Francesca: “Va studiato Marta però, fammi pensare come si può far conoscere la cosa…“.
Racconto a Francesco il progetto durante una festa. Mi abbraccia e quasi si commuove: “Anche io ci avevo pensato! Ti ricordi il mio comitato contro il lavoro gratis?
Ridiamo. Accenno la cosa ad Alice: “io scrivo! quanto può essere lungo?“.

David mi invia un racconto via posta il primo maggio, festa del lavoro, allegando questa frase:

“Grazie Marta, per aver insistito. Mi ha fatto un gran bene scrivere questo pezzo. Spero ti piaccia. Rimettici mano come e quanto vuoi.”

…dopo tre giorni Lorenzo: “…e io che sono andato a spillare birra ad alta quota per pagare l’assicurazione macchina?“. Manda la sua storia il 15 di maggio.

Donata mi dà il contatto di un’amica. “È parecchio incazzata, se le dici di scrivere, secondo me comincia e non si ferma più…“. Mia madre mi dice: “Beh almeno la carta è un posto fisso, quello è sempre un posto fisso…” e sorride chiudendo la sua agendina.
Scrivo il sottottitolo.
Una sera Benedetta viene da me e mentre gli racconto i miei disastri sentimentali, accenna un logo: “Ti piace?“, “chi?“, “il logo che ti ho fatto Martaaaa!

La settimana dopo quel logo è un file in illustrator. Mi arriva alle 2.35 di notte.  Poi c’è Andrea, avvocato, che mi dice: “Ti do una mano io, stasera resto in studio e lavoro su questa cosa“. Serena dice che supporterà SF(O)GATI sulla testata per la quale scrivo, mi dà alcuni consigli operativi. Ne parlo alle mie colleghe. Nadia sorride e mi sussurra: “posso partecipare?

Alessandra sta scrivendo la sua storia di mamma lavoratrice sull’Intercity che la riporta da suo figlio che ha tre anni.

Viola da Londra, Roberta da Bruxelles: “Anche noi siamo italiane, e abbiamo qualcosa da dire“.

A un matrimonio conosco una coppia di giovani italiani scappati a Grenoble: “dammi la tua mail… mi sembra un’iniziativa interessante“.

Marilena mi chiama perchè vuole sfogarsi. Non le hanno rinnovato il cocopro. Trascrivo quello che mi dice.
E penso “SF(O)GATI”.
E poi più di qualcuno mi prende in giro: “Sei pronta a leggere la bio-enciclopedia del Paese?

Oggi SFOGATI è un colore e un umore con un suo piccolo senso e prende spazio nel mio blog. E’ nato spontaneamente e ha preso corpo grazie al contributo di più persone e io penso che questo sia un buon motivo per dedicarci del tempo e delle energie. Non so quanti saranno, quanti parteciperanno al progetto e scriveranno. Ma io credo che ci siamo molte Lucia che stanno aspettando lunedì senza sapere cosa augurarsi, e molte Chiara, Benedetta, Cristina, Viviana e molti Lorenzo, e molti Andrea e David, come quelli che conosco io… che se gli dici: “scrivi!” scrivono davvero e poi ne sono persino contenti.

Allora ho pensato che se due persone fanno noi, cinque persone fanno un Signor noi, e allora dieci fanno un noi bello grande, cento sono un noi monumentale.
Mille?

Forse c’è un momento in cui diventa un noi maiuscolo, un momento in cui si mette il punto, si va a capo, e si scrive…

Noi.

Noi che ci fermiamo e raccontiamo.

Questa è la differenza tra gli sfigati e gli Sf(o)gati.
E questo è il mio Microclisma di oggi.

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

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