Microclismi

Il Ministro Fornero e gli orti degli altri

5 anni ago, Scritto da , Pubblicato in Blog

Guardo la Fornero mentre parla del suo orto. La guardo attentamente con quel suo adorabile sciallettino violetto. E quel suo sguardo che cerca l’orizzonte senza trovarlo.
Mai.

Nella rabbia, ogni tanto, insorge uno sprazzo di tenerezza, per quel suo atteggiamento sempre un po’ timoroso, disorientato, timido, debole: lei si commuove sempre. Si commuove per le pensioni, si commuove per i precari, si commuove per gli esodati, si commuove perchè ha l’orto, perchè il seme che pianta non cresce. È un’emotiva la Fornero. Soffre. Sorride. Si imbarazza un po’.

Mi chiedo, Signora Fornero, Ministro, MINISTRO, quando parleremo dei nostri orti? quando li avremo? quando ci sarà il tempo per curarli… e rattristarci, ma con piccola soddisfazione, del seme che non elargisce frutti. Potrebbe, Ministro, alzare un attimo i suoi occhietti e dare uno sguardo agli orti degli altri?
Non a quelli dove porta sua figlia.
Agli orti dei figli degli altri.

Orti calpestati. Sterili. Lasciati lì, abbandonati, con la terra secca e le erbacce.
Gli orti morti.

Io soffro a vedere ogni giorno personaggi del tutto scollati dalla realtà.

Il loro volteggiare disinibito e allo stesso tempo vago e confuso, con il corpo e con le parole, in un universo che non esiste, mortifica la cultura.

Anche questa è violenza.
Forse la peggiore.

Loro sempre da una parte, il Paese sempre dall’altra. Loro che parlano del loro orto. E noi senza un tetto sopra la testa. Loro che innaffiano i loro giardini, noi impossibilitati a comprare il concime. E in mezzo c’è un abisso che si allarga, un abisso di impotenza, di rassegnazione, di passioni tristi. Un abisso di foulard violetti, oserei dire…

Vorrei chiedere alla Signora Fornero di lasciare il suo orto, entrare in casa, salire al terzo piano che sicuramente possiede, e guardare al di là delle sue patate e delle sue zucchine, e questo non perchè è una persona buona che si commuove, ma perchè è il suo lavoro. E le chiedo anche di trovare soddisfazione in qualcosa che cresce. Finalmente.

Microclisma: C’è sempre chi mette le mani nella terra con il suo guanto in lattice e chi si tiene le unghie nere per tutta una vita. Ed è questo, solo questo, che fa la vera differenza.

Vi consiglio di leggere  il bellissimo e lucidissmo contributo di Luigi Nacci pubblicato sulla  rivista Fucinemute. Un’altra lettera per Lei, Ministro.

 

Copywriter, autrice e giornalista Laureata Magistrale in Lettere e Filosofia con Master in Comunicazione e specializzazione in Copywriting.

11 Commenti

  1. Marta Zacchigna
  2. Alessandro Alfieri
  3. Alessandro Alfieri

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