Microclismi

Sf(o)gati

La rivoluzione è in punta di penna

Racconta la tua esperienza di giovane precario
e invia il tuo scritto alla casella di posta sfogati@microclismi.com indicando il tuo nome e i tuoi recapiti.

Il tuo racconto farà parte di un libro che verrà pubblicato in formato cartaceo o in e-book.



Siamo noi, un popolo, una generazione. Con la Laurea Triennale, e Magistrale, e il Master di primo livello, e quello di secondo.

Privato. Pubblico. Iper-professionalizzati e pronti a partire.

Ci hanno insegnato a leggere, a scrivere, a pensare. Il Liceo Classico è importante, diceva mio padre.
E sì, aveva ragione.
Noi con l’esperienza all’Estero.
Finita.
E il Dottorato senza borsa.
Scaduto. L’Università non ha fondi.

Noi che La Scuola apre la testa, l’abbiamo aperta, ci hanno chiesto di richiuderla, ma era troppo tardi.
Noi e il Grande Fratello, che è il nostro ed è quello che ci presta 500 euro per l’affitto di questo mese.
Noi, che firmiamo Cocopro umilianti. Troppi. Consecutivi. Illegali.
Noi che accettiamo orizzonti di autonomia trimestrale, sì, intanto così, poi si vede.
Dopo. Domani. Futuribile.
Noi con le bollette da pagare e il doppio part time. Noi pochi soldi, ma meglio di niente.
Noi, al momento non ci sono opportunità. Noi, richiami tra un mese. Noi, le faremo sapere.
Noi, ci dispiace, non è in linea con le nostre esigenze.

Noi e questa parola: spiacente.
Noi e questo gesto: spallucce.
Noi e questa risposta: silenzio.

Noi e l’ignoranza contro cui non si può niente.
Noi e l’indifferenza contro cui non si può niente.
Noi del mutuo impossibile.
Noi che il profilo, la professionalità, la competenza…
Noi il training, lo switch e lo start up.

Noi innamorati, ma ognuno a casa sua.
Noi che consegniamo il curriculum a gente che esclama: “Mi dispiace, siamo sommersi di curriculi!” Curricula.
È latino…
Noi che siamo troppo giovani per chiedere di più, e il giorno dopo troppo vecchi per chiederne ancora.
Noi con i figli in ritardo.
Noi che la pensione.
Eh?
Pensione.

Noi che accettiamo di recitare la parte della scimmia ammaestrata al call center, perché la sera c’è un libro che salva la vita.
Noi col futuro rubato, ucciso, sotterrato, dissacrato.
Noi a guardare i vecchi sulle nostre scrivanie.
Noi dei volantinaggi, delle vendite porta a porta.
Noi schifati all’idea di vendere aspirapolveri o barrette energetiche con dignità in omaggio.
Noi che ci inventiamo la vita ogni giorno, professori ordinari in Scienze dell’equilibrio.
Noi giovani del quotidiano, del tempo che passa, prendiamo la vita che c’è.
Noi tutti: quelli della rabbia, della rassegnazione, dell’indignazione, dell’impotenza.
Noi invisibili.

Noi fregati.
Sfregati.
Sfregiati.
Sfruttati.
Sfigati?

Noi e tutto quello che non possono portarci via.

SEI ANCHE TU UNO SF(O)GATO? VUOI INVIARE LA TUA STORIA?

SCRIVI IL TUO RACCONTO!

Scrivi e invia il tuo racconto, o la tua esperienza, o anche solo una riflessione sul mondo del lavoro e su come questo ha condizionato la tua vita di giovane cittadino: il rapporto con I genitori, le aspettative, i sogni, le speranze, la progettualità di coppia, i figli, gli affetti, i sentimenti.

Il tono del racconto è a tua discrezione, ma l’idea di fondo è quella di raccogliere contributi che parlino ancora di una generazione vitale: leggeri ma non superficiali, grotteschi ma non penosi, cinici ma non completamente disillusi, scanzonati, provocatori, autentici.

E se qualcuno ha qualche idea costruttiva e salvifica ben venga.
La mia?
Scappare tutti. Insieme. Lo stesso giorno. Alla faccia delle partenze intelligenti.


Per qualsiasi altra informazione riguardante il progetto scrivi a: sfogati@microclismi.com

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